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La legge sulla povertà un importante passo in avanti, ma...

contributo inviato da paoloborrello il 14 marzo 2017

Il 9 marzo il Parlamento ha approvato definitivamente, con il voto dei senatori, la legge delega sulla povertà. Secondo l’Alleanza contro la povertà con l’approvazione di questa legge “per la prima volta nella storia del nostro Paese il Parlamento ha definito una reale misura di contrasto alla povertà assoluta. Si tratta di un deciso passo in avanti, pur nella consapevolezza della necessità di una decretazione attuativa all’altezza della sfida: vale a dire uno strumento di lotta alla povertà capace di includere le persone e le famiglie più povere”.

L’Alleanza contro la povertà, nata nel 2013, raggruppa 35 associazioni che hanno deciso di unirsi per contribuire alla costruzione di adeguate politiche pubbliche contro la povertà assoluta in Italia.

In una nota l’Alleanza esprime le proprie valutazioni su tale legge.

“Va riconosciuto l’impegno del Parlamento e delle forze politiche che, anche attraverso l’ascolto dell’appello della Alleanza contro la povertà in Italia dello scorso 28 dicembre, hanno sostenuto – in diversi modi – questa battaglia. Così come vanno ricordate con gratitudine le parole d’incoraggiamento che, in occasione del suo messaggio di fine d’anno, il Presidente della Repubblica, ha rivolto a chi si batte per contrastare la povertà in Italia.

La sfida che emerge dall’approvazione della legge delega è duplice: sviluppare una decretazione efficace per una misura che è contestualmente di sostegno al reddito e di inclusione sociale; dall’altra, predisporre un piano nazionale contro la povertà che definisca strategie attuative e di finanziamento incrementali, che consentano il progressivo ampliamento dell’utenza sino a raggiungere tutta la popolazione in povertà assoluta…

L’Alleanza ha sempre sollecitato l’adozione di uno strumento fondato su due pilastri: il sostegno economico a chi vive in povertà assoluta e la presa in carico da parte dei servizi territoriali.

Una misura priva della dimensione dei servizi e che eroga solo sussidi sarebbe, infatti, inadeguata, poiché si scontrerebbe con la forte carenza dei medesimi in vaste aree dell’Italia, risulterebbe avere natura meramente assistenziale e perderebbe quel carattere inclusivo che rappresenta il vero punto di svolta nella lotta alla povertà e all’emarginazione sociale.

Vi sono dunque alcuni elementi principali che riteniamo debbano essere incorporati nei successivi decreti delegati per garantire l’efficacia della misura:

– Assicurare che il fondo povertà sia articolato sulle due componenti complementari: contributi economici e servizi alla persona, garantiti attraverso il welfare locale. Ai servizi alla persona dovrebbe essere assicurato un finanziamento adeguato: solo così, infatti, il reddito d’inclusione può risultare effettivamente inclusivo e capace di modificare le condizioni di vita delle persone.

– Assicurare eque condizioni di accesso alla misura, attraverso un utilizzo dello strumento dell’Isee e sulla base del reddito disponibile, che dovrà servire da riferimento per la quantificazione del beneficio, tenendo anche conto dei costi dell’abitare.

– Garantire assistenza tecnica a tutti i territori coinvolti, così da porli nelle migliori condizioni per costruire percorsi d’inclusione. Sempre a tal fine, prevedere forme associate di gestione del reddito d’inclusione tra i comuni di un medesimo ambito territoriale.

– Assicurare un incisivo sistema di monitoraggio e valutazione dei servizi, per verificarne l’efficacia, la crescita incrementale e la qualità.

L’obiettivo è l’effettiva universalità della prestazione, dentro una strategia di potenziamento incrementale del sistema dei servizi e della loro capacità di una presa in carico efficace e inclusiva.

L’Alleanza, come ormai fa dal 2013, continuerà ad accompagnare, sia con la propria rappresentanza sociale sia con la propria competenza e iniziativa, l’introduzione di questa misura a livello nazionale e locale”.

Le valutazioni dell’Alleanza mi sembrano condivisibili.

Sarà soprattutto necessario aumentare i fondi a disposizione affinchè i benefici previsti dalla legge possano essere utilizzati da tutte le persone in povertà assoluta.


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