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L'Italia e il mondo è dei mediocri

contributo inviato da paoloborrello il 10 settembre 2017

Il mondo è dei mediocri? Sembra legittimo porsi questa domanda, se si legge sia un articolo dell’economista Michele Boldrin “L’Italia si sta suicidando per proteggere la sua mediocrità” sia un’intervista al filosofo canadese Alain Denault, autore del libro “La mediocrazia”.

 Cosa sostiene tra l’altro Boldrin?

“Importiamo braccia, esportiamo cervelli: fa male dirlo, ma il declino del Belpaese si fonda su questo scambio. A sua volta indotto dalla nostra incapacità di valorizzare il merito. E dalla nostra difesa a oltranza del parassitismo e delle rendite di posizione…

Sono convinto da decenni che i flussi umani da/per l’Italia siano, al contempo, il miglior indicatore del declino ed uno dei suoi motori principali.

Francesco Cancellato riporta una frase del presidente del Ciad: ‘Perdiamo persone, perdiamo braccia valide’ notando che Gentiloni avrebbe potuto dire altrettanto.

Vero, ma con un distinguo importante: avrebbe dovuto sostituire ‘braccia’ con ‘cervelli’. Ed è lì che sta il punto: l’Italia importa braccia ed esporta cervelli…

Non è vero che tutti gli eccellenti emigrano: in ogni data professione molti, o alcuni, rimangono. Ma son sempre meno e, in certi campi, sono oramai una minoranza.

Non è nemmeno vero che importiamo solamente ‘braccia con poco cervello’: fra gli immigrati, che invece di transitare per l’Italia alla ricerca di più verdi pascoli vi son rimasti, ci sono anche moltissimi capaci che hanno contribuito professionalità ed imprenditorialità al nostro Paese. Ma sono una minoranza…

D’altro canto, un Paese dove il merito non viene compensato e dove chi chiede d’esserlo più della media – perché fa e produce sopra di essa – viene guardato malamente, tenderà ad allontanare questo tipo di persone…

L’italiano medio (l’80% della popolazione se devo dare ascolto ad inchieste, intenzioni di voto e programmi dei partiti) ha deciso di costruire e difendere un sistema che espelle ed espellerà le eccellenze in praticamente tutti i campi, premiando invece le mediocrità.

Questo processo ha il suo motore immobile nella politica: mai, credo, si era vista in parlamento una peggior masnada di incompetenti, chiacchieroni, arruffoni, faccendieri, svitati, ignoranti, bugiardi, arrampicatori sociali e megalomani. Costoro non sono stati scelti né da Merkel né da occulte potenze straniere ma dalla maggioranza del popolo italiano che, evidentemente, in essi si riconosce.

Questa la realtà con cui l’italiano medio si rifiuta di fare i conti: se, per proteggere te stesso e la tua scarsa voglia o capacità di competere, premi ovunque e sempre mediocrità, fancazzismo e parassitismo diffuso, la minoranza che fancazzista e mediocre non è cercherà di andarsene mentre i furbetti, i fancazzisti ed i mediocri che stanno fuori accoreranno all’Eldorado.

E siccome la mediocrità riproduce e premia se stessa, quella politica, da ‘sopra’, e quella dell’elettorato, da ‘sotto’, hanno concorso in questi decenni ad imporsi in ognuna delle professioni che determinano l’immagine verso l’estero ed il funzionamento interno del Paese: dal giornalismo all’accademia, dalla burocrazia pubblica all’imprenditoria privata sino alla produzione culturale ed alle professioni.

Mediocrità, disdegno per la competenza, parassitismo congenito e ricerca di favori sulla base di connessioni politiche o familiari sono le regole che dominano quella ‘convoluzione’ dei fattori di produzione che menzionavo prima e ne seleziona, quindi, natura e qualità…

Tutto questo, caro concittadino medio, lo puoi risolvere, nei decenni a venire, solo mettendo da parte i mediocri per lasciar spazio agli eccellenti. Comincia ora, comincia da te che forse è già troppo tardi”.

Denault, in alcune risposte alle domande che gli vengono rivolte, formula delle considerazioni che non valgono solo per l’Italia.

“Perché bisogna temere la mediocrazia?

Perché fa soffrire. Chiede a persone impegnate nel servizio pubblico di gestire come si trattasse di una organizzazione privata, così si trovano in conflitto perché avevano un’etica diversa; chiede a ingegneri di progettare oggetti che si rompano in maniera deliberata perché vengano sostituiti, chiede ai medici di diagnosticare malattie che potrebbero diventare davvero pericolose a 130 anni… Senza parlare della manipolazione dei consumatori da parte del marketing.

La mediocrazia è l’anticamera di dittature, anche edulcorate?

La dittatura è psicotica, la mediocrazia è perversa. Psicotica perché la dittatura non ha alcun dubbio su chi deve decidere. Hitler, Mussolini, Tito sono stati tutti personaggi ipervisibili, affascinanti, che schiacciano con le loro parole; la mediocrazia è perversa perché cerca di dissolvere l’autorità nelle persone facendo in modo che la interiorizzino e si comportino come fosse una volontà loro.

Tecnologia, social, colossi del web. Anche lì domina la mediocrazia?

‘Dobbiamo immunizzarci da un certo lessico che parla di progresso, innovazione, eccellenza. Mi interessa che si utilizzino questi strumenti ma si deve analizzare l’impatto che hanno su pensiero, morale, politica. Un utilizzo mirato dei social media, per esempio durante le elezioni, può rendere le persone estremamente manipolabili.

Il contrario del mediocre è il superuomo, l’eroe?

No. L’antidoto è il pensiero critico, perché smaschera l’ideologia, che è un discorso di interessi sotto la parvenza di scienza. E fa subire un trattamento critico analitico a una nozione che qualcuno ci vuole ficcare nel cervello, per esempio l’inevitabilità della vendita di armi o di una nuova autostrada.

E’ più ottimista sul futuro?

Qualsiasi impegno politico è a metà tra lo scoraggiamento e la speranza. Ed è proprio quando la situazione è scoraggiante che ci vuole il coraggio”.

Sono d’accordo sia con le valutazioni di Boldrin che con quelle di Denault. Purtroppo descrivono ciò che realmente avviene. E aggiungo che la situazione dell’Italia mi sembra decisamente peggiore rispetto a quella che caratterizza molti altri Paesi, europei e non.


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